MFM


In risalita
25 Novembre 2009, 11:43
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Incipit politico: fra le varie e avariate voci che si sentono al circolo del PD dove sono iscritto c’è quella che vorrebbe Zingaretti candidato alla regione. Quasi tutti gli iscritti (me compreso) sono sconcertati, non impariamo nemmeno dagli errori più recenti. Dopo la debacle Veltroni-Rutelli che ci ha privato del sindaco a Roma, ora ci stiamo impegnando con tutte le nostre forze per perdere in un colpo solo Provincia e Regione.

Vabbè, parliamo di cose serie. La sgambata domenicale fatta per riacquisire un po’ di abitudine al dislivello mi aveva lasciato qualche doloretto da indolenzimento muscolare, d’altronde erano almeno tre mesi che non mi cimentavo in ascensioni in quota.

Così ieri tutto mi sarei aspettato tranne di andare forte in allenamento. Il menu prevedeva 12 salite da 100 metri a Viale Giotto seguite da un bel mille sulla pista di Caracalla.

Effettuato un po’ di sano riscaldamento a ritmo molto blando (ormai ho capito che questo deve essere un obbligo per me), mi sono avviato a Vale Giotto dove mi sono letteralmente divorato le salite. Salire è un’attitudine che ho nel DNA e non mi sono stupito più di tanto. Mi ha stupito molto di più il risultato del mille in pista, corso soprattutto all’inizio con il freno a mano tirato nel timore di esagerare e ciononostante chiuso in poco più di 4 minuti (un vero record per me).

Si vede che salire in montagna mi fa bene non solo a livello psicologico. Speriamo che nevichi presto in maniera copiosa, lo scialpinismo abbinato alla corsa due anni fa produsse ottimi risultati.



Un weekend tra nebbia fredda e un bel sole tiepido
23 Novembre 2009, 07:48
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Falesia di Monticchio @ Bike 99

Questo è il periodo dell’anno in cui si manifesta più soventemente il fenomeno dell’inversione termica. Tra sabato e domenica è stato marcatissimo nella zona a ridosso del Gran Sasso sul versante delle colline tramane. A valle nebbione fitto, 4-5 gradi di media e un’umidità pazzesca che ti penetrava fin dentro le ossa.

Sabato mattina complice la situazione non proprio ideale a raccogliere le ultime rimanenze di olive sugli alberi mi sono fermato un po’ a Monticchio, falesia di riferimento degli arrampicatori aquilani che si sviluppa sul bordo di un’enorme dolina carsica in bella posizione panoramica al centro della valle dell’Aterno. Un paio d’ora a scaldarsi arrampicando al sole per poi immergermi nella nebbia fra i miei olivi. Nonostante il freddo e l’umidità anche per quest’anno abbiamo terminato il lavoro e ci siamo guadagnati la nostra bella dose di liquido verde che ora riposa nei fusti a decantare.

Ieri mattina considerato che il lavoro era terminato e la nebbia persisteva impietosa a valle mi sono dedicato a fare un po’ di sano dislivello per riabituare le gambe e il fisico in vista dell’imminente (speriamo nevichi presto) stagione scialpinistica. Rientrando verso la capitale, mi sono fermato nei pressi di Antrodoco per salire sul Monte Giano, montagna caratterizzata dalla presenza di un orribile pineta sommitale tagliata a formare la scritta DUX. Chi transita sulla Salaria verso Ascoli non può fare a meno di notarla, soprattutto in inverno quando la neve evidenzia ancora di più l’obbrobrio. Pineta a parte l’escursione partendo dal santuario delle grotte sulla SS 17 che collega Antrodoco a L’Aquila, è carina e molto panoramica soprattutto nella parte sommatale. Mi ha fatto piacere notare che nonostante non facessi dislivello da diversi mesi l’attitudine è rimasta, ho coperto i 1.100 metri di salita in poco più di un’oretta e mezzo, soste fisiologiche comprese. Evidentemente la scorza da montanaro è di quelle che non si perdono facilmente.

Oggi riposo e domani speriamo di correre.



Il raccolto
15 Novembre 2009, 18:17
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olive

Rientro dopo due settimane trascorse fuori Roma in cui ho corso molto poco, vi parlo quindi delle altre cose che ho fatto.

I primi otto giorni li ho passati a L’Aquila a coordinare le squadre di volontari che stanno smontando le tende nelle tendopoli che si sono chiuse attorno alla città. Non tutti hanno ancora un tetto, molti trascorreranno l’inverno in tenda, i media nazionali con poca delicatezza li chiamano irriducibili, io non mi permetto di giudicare chi rinuncia ad una sistemazione in albergo a centinaia di chilometri per rimanere vicino al proprio ambiente culturale. Quello che è certo è che nei campi non si vive, si sopravvive sempre più a stento. Il freddo e l’umidità entrano dappertutto, si insinuano nei pertugi delle tende e bene che ti va, se hai un sacco a pelo di quelli buoni da montagna come il sottoscritto, ti gelano il naso. Le mense con cucine annesse che operavano fino a poche settimane fa all’interno dei campi sono state sostituite quasi ovunque da ditte di catering, i pasti spesso quando arrivano nei campi sono semifreddi.

Una sera ero a cena nella casa terremotata di alcuni amici in una delle tante frazioni attorno al capoluogo, la frase che mi ha colpito di più l’ha detta una delle loro figlie di 20 anni: ”Ogni tanto con gli amici ce ne andiamo sulla costa a respirare un po’ di aria di normalità, sapessi quanto è bello vedere la gente che cammina per strada fra i negozi e le abitazioni!” A L’Aquila questa atmosfera di normalità non esiste più, le strade di accesso di giorno sono un immenso ingorgo, ma è un ingorgo che non conduce da nessuna parte.

La settimana appena terminata sono stato a raccogliere olive prodotte dalle mie amate piante. Credo di aver beccato il periodo più piovoso di tutto l’autunno, da sabato a mercoledì siamo stati continuamente interrotti e la raccolta è andata molto a rilento. Con l’amico Giovanni abbiamo raccolto “zocc a zocc” come si dice in dialetto dalle mie parti, ovvero oliva per oliva, a mano e senza poter nemmeno stendere le reti sul terreno che era troppo “mbosse”, fradicio, per accoglierle. Alla fine di una dura settimana di lavoro, nonostante tutto, siamo riusciti a portare al frantoio poco meno di otto quintali di olive che hanno prodotto quasi 130 chili d’olio. Sabato e domenica prossima si prosegue sperando che il tempo sia più clemente. Una cosa è certa, le olive non possono rimanere sugli alberi.



Il coraggio di fare delle scelte
30 Ottobre 2009, 09:30
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Post scritto giovedì sera prima di partire e pubblicato a posteriori venerdì mattina (miracoli dei CMS). In pratica quando lo leggerete sarò già telematicamente irraggiungibile. E qui sarebbe interessante disquisire sulla consecutio temporum: qual’è quella giusta? Quella relativa al momento in cui sto scrivendo (cioè giovedì sera) o quella relativa al momento in cui viene pubblicato il post (venerdì mattina)?

Comunque, quello di cui volevo parlarvi è questa notizia che ho appreso leggendo il mio reader ieri sera. E’ una scelta , quanto sia coraggiosa o meno dipende dai punti di vista. Sta di fatto che probabilmente molti non si sarebbero posti nemmeno il problema: “vado al Grande Fratello, stì cazzi (esclamazione da leggere con decisa inflessione romana) se non posso decidere della mia immagine, ma vuoi mettere?”

Vuoi mettere cosa? Partecipare ad un programma televisivo vale più di poter decidere dove, come e quando apparire? E’ così poco importante la propria faccia da rinunciare ad avere l’ultima parola su come viene usata? Pensate, per esempio, se venisse abbinata ad un prodotto sul quale abbiamo delle riserve di ordine morale o etico. Insomma io mi schiero decisamente dalla parte della normalità di una scelta simile nonostante il Fatto cerchi di presentarcela sia pur velatamente come un’anomalia.

Per me un Uomo è una persona che sa scegliere come raggiungere i propri obiettivi mentre un uomo vivrà sempre certi bivi della vita come dei momenti di rinuncia.



Arriverà l’inverno?
29 Ottobre 2009, 15:19
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Questa notizia, appresa l’altro giorno, mi ha colpito molto più della sequela di gossip sull’affaire Marrazzo e sulle conseguenze del voto delle primarie di domenica (anche se ho gioito non poco per la fuoriuscita di Rutelli dal PD).

Sul fronte podistico corricchio cercando di prediligere qualità a quantità senza far scadere troppo quest’ultima. Oggi bell’allenamento di quelli con andature molto varie e diversificate: 5 volte 300 metri seguiti da un mille, il tutto da ripetere tre volte.

Da domani mi assenterò per due settimane, torno a L’Aquila sempre in seno alla Protezione Civile ma con responsabilità e ruoli nuovi ed inediti che mi incuriosiscono molto. Vi aggiornerò verosimilmente al mio rientro nella capitale che avverrà dopo metà novembre, al termine della raccolta delle mie care olive.

Nel frattempo arriverà l’inverno?



Macchine elettriche e energie rinnovabili
26 Ottobre 2009, 14:08
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Il problema del “pieno” per le vetture elettriche è sempre stato un dibattito aperto. In alcune parti del mondo le soluzioni stanno compiendo passi da gigante tanto da porsi il problema di escludere i derivati del petrolio dal ciclo di ricarica delle batterie. Che senso ha commercializzare macchine elettriche se poi la ricarica avviene attraverso centrali alimentate a petrolio?

Negli USA si sta concependo un network di stazioni di rifornimento elettriche per automobili in grado di rifornirle con energia prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili (in sostanza sole o vento). In pratica questo avverrebbe grazia alla sottoscrizione da parte dell’utente di un contratto col quale si obbliga a rifornirsi esclusivamente presso il network in questione. In cambio di questa fedeltà otterrebbe un abbattimento di circa un terzo dei costi di acquisto della vettura.

Il progetto è già in fase realizzativa in Israele dove per ora hanno aderito Renault e Nissan.

Dove l’ho letto? Qui.

Ieri ho concluso una settimana podistica abbastanza “blanda” che però mi ha portato comunque a quota 45 km totali che per me non sono proprio pochini. Sto cominciando a valutare i vantaggi del doppio giorno di riposo podistico. Meno quantità e più qualità forse mi si addicono di più, corro meglio e ho la sensazione di avere meno strascichi. Vedremo.



Cambiali in bianco
23 Ottobre 2009, 13:49
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Ultimo post di una noiosa trilogia politica. Lo so che per molti che seguono questo blog sentire parlare di certe cose è barboso. La pratica podistica in effetti è molto meglio di quella politica, soprattutto in un paese come questo in cui ogni volontà riformatrice e vagamente innovativa deve affrontare un’ambiente fatto di muri di gomma più o meno evidenti. Però io certe cose non riesco proprio a tenermele dentro, ieri ne ho parlato a lungo col mio segretario di sezione che alla fine si è anche detto sostanzialmente d’accordo con me. Comunque, adesso il tema è caldo, fra una settimana parlare di certe cose sarà meno attuale e quindi ne approfitto.

Fra le clausole “vessatorie” che gli elettori delle primarie devono sottoscrivere ce n’è una particolarmente carina… si fa per dire:

“…per «elettori/elettrici» si intendono le persone che, cittadine e cittadini italiani nonché cittadine e cittadini dell’Unione europea residenti in Italia, cittadine e cittadini di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno, iscritti e non iscritti al Partito Democratico, dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Partito, di sostenerlo alle elezioni, e accettino di essere registrate nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori…”

Ora, io capisco che si voglia coinvolgere la base nella linea politica del movimento, che si cerchi di fidelizzare il più possibile l’elettore e che si cerchi anche di identificarlo per sommi capi, ma questo è davvero troppo. Qui si chiede di essere acritici e supini nei confronti di una cosa che ancora non esiste. Una vera e propria cambiale politica in bianco. In pratica si dice all’elettore: “stai scegliendo uno fra tre candidati, non si sa ancora chi vincerà e cosa farà, ma chiunque dei tre andrà al potere ti chiediamo fin da ora di essere d’accordo con lui”.

Ma come, io vengo a votare, pago pure un obolo per farlo, ti dò i miei dati personali per essere schedato fra i tuoi elettori e mi chiedi pure un’adesione acritica per quello che ancora non hai fatto?



Mi vota Camilleri!
22 Ottobre 2009, 21:00
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Maledetto Obama. Da quando s’è sparsa la voce che per vincere le elezioni basta stare su facebook tutti i social network si sono intasati di politici italiani. Ci stanno davvero tutti, addirittura ci sono account di sezioni (ops scusate si chiamano circoli, fa più chic) del PD.

La cosa assurda è che questi perfetti ignoranti stanno lì pensando che basta la presenza, sia sufficiente esserci per riuscire a produrre consenso attorno a sè. Non hanno capito assolutamente nulla di come funziona il mondo dell’interrelazione digitale. Su internet chi comunica in un’unica direzione  è  un profeta che predica in mezzo al deserto, non se lo fila nessuno. A che pro far parte di un social network se non si risponde mai a chi ti commenta?

E’ un errore che fanno praticamente tutti, da quelli che hanno un blog, a quelli che si iscrivono su facebook o twitter.

Su facebook ho scritto varie volte alla Serracchiani, aggiorna tutti quotidianamente suoi suoi spostamenti su e giù per l’Europa, repliche zero. Stessa cosa ho provato a fare con altri esponenti politici, un urlo nell’oceano avrebbe ottenuto di più. Al di là delle risposte mancate mi chiedo per quale motivo uno scelga di far parte di un consesso di persone se poi non ha alcuna intenzione di interagire con loro?

Su twitter ci sono i tre candidati alla poltrona di segretario del PD. Marino, che è un gran provocatore, ieri ha incalzato Franceschini fino a quando l’attuale segretario ha dichiarato che in caso di sconfitta elettorale non pretenderà una poltrona di “ripiego”. Bisticci divertenti fra bambinoni fatti in pubblico.

Lo stesso Franceschini per tutta la giornata ha twittato proclamando i nomi di VIP (o presunti tali) che hanno dichiarato che voteranno per lui. A quel punto non ho resistito e gli ho lanciato la mia provocazione:

@dariofrance: cos’è la fiera delle vanità? Adesso la campagna elettorale è su chi si pavoneggia meglio col voto VIP?

Non ho ottenuto alcuna replica, ma ha smesso immediatamente. Che abbia capito di essere ridicolo?



Primarie inutili
21 Ottobre 2009, 20:32
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Post politico, i patiti della corsa sono avvertiti in anticipo.

Oggi durante il mio collinare fra le vie del quartiere San Saba mi sono accorto che domenica è il 25, giorno delle primarie del PD. Finalmente dopo mesi di scaramucce all’acqua di rose, “non facciamoci troppo male, ricordiamoci che siamo sempre nello stesso partito… cerchiamo di non spaccare l’elettorato…”, si andrà al voto e sapremo chi sarà il nuovo segretario del PD.

Non starò a ricordare quello che succedeva un anno fa negli USA, quando Obama e la Clinton diedero vita ad un dibattito senza esclusione di colpi, ma è un fatto che Obama se oggi è in grado di coagulare attorno a se anche il voto dei repubblicani al Congresso, lo deve in gran parte a quelle primarie sudate e sofferte che hanno messo a nudo tutte le sue intenzioni e hanno fatto sognare un paese che si è recato in massa a dargli il mandato presidenziale.

Il nuovo “capo” del partito democratico rischia, invece, di essere ricordato più per aver evitato il confronto con Beppe Grillo che per le sue idee. E’ triste constatare come l’esclusione di un comico sia stato l’unico breve lampo di autentica novità politica di questa campagna. Per il resto ci si è stancamente trascinati verso un epilogo che sta evidenziando l’ennesima procedura elettiva antidemocratica.

Se domenica nessuno dei tre candidati raggiungerà il 51% dei voti (eventualità tutt’altro che impossibile)  sarà il congresso a scegliere il nuovo segretario. Lo statuto dei PD (sigla che voglio ricordare sta per Partito Democratico) prevede che se dal voto delle primarie non risulterà un candidato avente la maggioranza assoluta saranno i deputati al congresso a scegliere il loro capo. Bersani e Franceschini, da politici navigati consapevoli degli effetti devastanti sulla base del partito letteralmente sfinita da SMS, telefonate, convocazioni per primarie nei circoli, dibattiti online, cene e incontri coi candidati, hanno detto che avrebbero accettato in ogni caso il verdetto popolare. Marino, invece, no. La motivazione ufficiale è che non si cambiano le regole in corso d’opera, il sospetto è che essere l’ago della bilancia è un ruolo che ha un fascino intramontabile.

A questo punto direi che il mio voto domenica è davvero superfluo.



Fartlek incrementale
20 Ottobre 2009, 20:48
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Oggi mi sono divertito.
Dopo il riposo assoluto di ieri prima seduta di una settimana di relativo relax, come consigliatomi da molti di voi a causa del problemino di sciatica che mi affligge. Ho deciso di dedicarmi un bel fartlek, è una scelta che faccio spesso quando non so bene che tipo di allenamento fare.
Non amo molto il fartlek “classico”, per intenderci quello cadenzato sempre con gli stessi ritmi veloce-piano, prediligo la variante piramidale (1,2,3,4,3,2,1) oppure quella incrementale (1,2,3,4,5, ecc.) che ho fatto oggi. In pratica dopo una mezzoretta di riscaldamento mi sono lanciato in 1 minuto forte, seguito da uno piano, 2, 3, 4, 5 minuti forte, seguiti ogni volta da due minuti di recupero a corsa lenta.
Quello che succede è che solitamente le prime due ripetute da un minuto e due minuti si riescono a fare agevolmente a buon ritmo, l’impegno vero subentra dalla terza ripetuta da 3 minuti in poi quando occorre cercare di tenere il ritmo tenuto all’inizio anche nelle ripetute più lunghe. L’ultima ripetuta da cinque minuti diventa veramente dura, soprattutto man mano che si arriva alla fine, riuscire a concluderla bene dà davvero soddisfazione!